Il Lavatoio

Storia

Un Liberty di fine ‘800 quasi interamente intatto al centro della ridente cittadina del Medio Campidano. Da vedere e ammirare. Lo scrittore Giuseppe Dessì, gli dedicò alcune parti del suo romanzo “Paese d’ombre” (Premio Strega, 1972)

Il Lavatoio di Villacidro è sicuramente una delle più grandi attrazioni storiche e architettoniche della cittadina. Si tratta di una vecchia struttura in stile Liberty di fine ‘800, una delle ultime testimonianze dell’Art Nouveau in Sardegna, che tra il 1885 e il 1915 tentò di reintrodurre in Europa il neo classico e il neo realistico nello stile degli edifici, nella moda, nella pittura e nell’oggettistica. Questa corrente artistica ebbe dunque modo di esprimersi anche in Sardegna (un altro esempio è stato il Mercato Vecchio di Cagliari, demolito purtroppo negli anni ’50) e a Villacidro si può ancora osservare, in un pregevole stato di conservazione e valorizzazione, nel Lavatoio Pubblico. Inaugurato nel 1893, l’opera fu progettata dall’ingegnere Enrico Pani che disegnò la grande copertura in lamiera, sorretta da ben 22 colonne in ghisa. Sotto furono realizzate le 36 vasche rivestite in trachite con davanti una fontana, abbellita da alcune sculture marmoree: un leone, una leonessa e due sirene (trafugati nel dopoguerra) e alcuni volti d’angelo.

LA RIVOLUZIONE DOMESTICA VILLACIDRESE
La realizzazione di questa importante infrastruttura ovviamente non fu solo per finalità estetiche e urbanistiche, ma, così come quando succede per le opere pubbliche veramente funzionali alla vita sociale, economica e culturale della collettività, anche il Lavatoio ebbe ricadute rivoluzionarie nelle abitudini domestiche della maggior parte delle famiglie villacidresi. Per le donne, che allora occupavano il ruolo di padrone assolute dei lavori domestici, fu un notevole risparmio di fatiche e di tempo: col lavatoio in paese infatti, per lavare i panni, non era più obbligatorio andare al fiume, oppure, per andare a prendere l’acqua con le brocche si poteva fare un tragitto più breve a pochi metri da casa.
L’opera, ovviamente non passò inosservata ad uno dei più grandi scrittori sardi, Giuseppe Dessì, nato a Cagliari ma di famiglia villacidrese, che al Lavatoio Comunale dedicò alcune parti del suo romanzo “Paese d’ombre” (Premio Strega, 1972). Nello scritto, attribuì il merito della costruzione al sindaco Angelo Uras, alias Giuseppe Pinna Curreli.